Normative vigenti

Al termine del percorso formativo e al superamento della valutazione finale, lo studente consegue un attestato che indica:

  • dati anagrafici dello studente
  • monte ore complessivo
  • superamento dell’esame di valutazione finale a seguito della presentazione di un elaborato

Tale attestato è valido per il titolo di OPERATORE OLISTICO ed idoneo per l’iscrizione alle associazioni di categoria poiche l’accademia rispetta tutti gli standard qualitativi e formativi richiesti.

Qualche precisazione potrebbe essere utile per orientarsi sul tema dei riconoscimenti.

In Italia attualmente non è presente una legge dedicata al settore olistico tuttavia si fa riferimento alle legge 4/2013. Questa legge nasce per la tutela del consumatore attraverso il riconoscimento di professioni esistenti ma non afferenti ad albi e collegi, come medici, avvocati, psicologi, ecc. La legge 4/2013 include operatori del settore olistico, counselor, armonizzatori familiari, artiterapeuti, naturopati ma non solo, si riferisce anche a professioni come amministratori condominiali, decoratori di torte, broker, ecc.

Raccoglie quindi diverse professionalità dando da una parte un riconoscimento dall’altra degli obblighi, il primo dei quali è di informare in ogni rapporto scritto la clientela che la propria professione fa riferimento alla legge 4/2013. Ecco perchè negli attestati viene riportata questa dicitura, è un obbligo per chi lo rilascia non un riferimento qualitativo.

Un altro obbligo è quello di non sconfinare in attività di altri professionisti riconosciuti, ad esempio un counselor non può sostituire lo psicologo come un naturopata non sostituisce il medico. Infatti le professioni olistiche collaborano con le figure sociosanitarie avendo una mission differente: crescita della consapevolezza, aumento della vitalità, incremento del potenziale, stimolazione delle innate capacità di auto-guarigione, prevenzione, miglioramento della qualità della vita, ecc.

E’ bene prestare molta attenzione dato che, in un terreno dove non esiste legislazione, molti si presentano con parole allettanti ma fraudolente. Di frequente abbiamo studenti che presentano attestati integrativi con certificazioni e qualifiche professionali non rispondenti al vero. Per questo la legge 4/2013 ha previsto la possibilità di creare associazioni di categoria a cui possibile iscriversi ma non obbligatorio.

Chi sono le associazioni di categoria?

Sono associazioni i cui soci sono professionisti di un settore specifico. Nello statuto deve essere espressamente riportata la dicitura “associazione di categoria”, è obbligo esporlo, quindi chiedetelo prima di sottoscrivere l’iscrizione.

Tali associazioni, come riportato della legge 4/2013 sono sotto il controllo del MISE, ministero dello sviluppo economico e ad esso devono rendere conto di un’adeguata condotta dell’associazione e degli associati, osservando una serie di obblighi che ricadono sui soci.

E’ una forma di autoregolamentazione volontaria in cui il professionista accetta di aggiornare la propria formazione, utilizza il consenso informato, riceve un codice identificativo che permette anche segnalazioni allo sportello consumatori, aderisce ad un codice etico. Questi sono alcuni dei punti da osservare una volta iscritti.

Molte associazioni di categoria professionale hanno collaborato alla stesura di comuni denominatori per gli enti di formazione.

I valori condivisi dalle associazioni più qualificate sono:

  • Durata della formazione biennale
  • Formazione teorico/pratica
  • Studio dell’etica, della deontologia professionale e delle normative
  • Suddivisione delle aree di studio
  • Tirocinio
  • Monte ore minimo di 450 ore complessive
  • Presenza di un direttore didattico qualificato
  • Docenti con adeguate competenze comprovate
  • Test di valutazione
  • Elaborato finale
  • Dopo l’iscrizione supervisionano l’aggiornamento professionale

Può sembrare impegnativo ma chi lavora abitualmente con serietà non sente il peso di questo obbligo perchè è già parte della sua quotidianità.

Iscriversi presso una di queste associazioni è un primo passo importante per far riconoscere e distinguere la propria professionalità, infatti per candidarsi è necessario avere i titoli richiesti dallo statuto della stessa, inoltre, significa differenziarsi dagli operatori autodidatti o che si formano in pochi giorni….e ce ne sono molti.

Tutti i nostri allievi, al termine del percorso, possono iscriversi all’associazione di categoria che ritengono più idonea, la nostra proposta è Siaf Italia di cui sono soci molti dei docenti. In questo caso sarà l’accademia stessa ad organizzare la commissione per l’ingresso attraverso il proprio audit.


E le certificazioni?

Molta cautela quando si legge “certificato di operatore olistico”!

Le certificazioni possono essere rilasciate solo da un ente di Accredia che è l’Ente Unico nazionale di accreditamento designato dal governo italiano, in applicazione del Regolamento europeo 765/2008, ad attestare la competenza, l’indipendenza e l’imparzialità degli organismi di certificazione, ispezione e verifica, e dei laboratori di prova e taratura.

Un ente di Accredia rilascia certificazione solo su norma tecnica UNI – Ente Nazionale Italiano di Unificazione – è un’associazione privata senza scopo di lucro riconosciuta dallo Stato e dall’Unione Europea.

 

Come si ottiene una certificazione:

  • L’ operatore che desidera essere certificato dovrà verificare l’esistenza di una norma di riferimento, ad esempio la norma sulla naturopatia che esiste da diversi anni.
  • A seguito dovrà contattare un ente Accredia, ad esempio Kiwa Cermet.
  • Kiwa esaminerà il candidato in termini di requisiti e quanto altro vengo richiesto dalla norma.
  • Al superamento l’operatore riceverà la certificazione che andrà rinnovata periodicamente.

L’ente formativo non può essere contemporaneamente erogatore del servizio di formazione e controllore dello stesso, per questo motivo la legge non prevede che possa rilasciare certificazioni. In sostanza si tratta della stessa procedura per ricevere il bollino di certificazione biologica, vegan ok, demeter, ecc. E’ da considerare che questo bollino è molto costoso quindi pochi scelgono di adottare questa procedura, la via più percorsa è quella delle associazioni di categoria.

 

La direzione didattica resta a disposizione per dubbi e chiarimenti per quanto nelle sue competenze, con la speranza che quanto sopra aiuti a metter un po’ d’ordine nel calderone attuale.

Alcuni siti utili:

Legge 4/2013 versione ufficiale e integrale 

Accredia, ente per gli accreditamenti

UNI – ente di creazione delle norme tecniche